De Nolet a Schiedam: un gigante moderno tra i mulini a vento più alti del mondo
Chi arriva a Schiedam dall'acqua o dall'autostrada vede prima di tutto una sola sagoma: una torre di mulino slanciata e chiara, alta circa 43 metri fino alla cupola, con quattro pale che ruotano sopra i tetti di una città che detiene già il primato mondiale di altezza in fatto di mulini. È De Nolet, completato a metà degli anni Duemila sul terreno della distilleria Nolet, l'azienda di famiglia che produce la vodka Ketel One. Dall'esterno sembra un cugino fuori misura dei mulini a galleria storici che lo circondano, eppure al suo interno non c'è nemmeno una macina. De Nolet è una turbina eolica vestita da mulino olandese, e la sua storia si capisce soltanto conoscendo la città straordinaria in cui sorge.
Una città costruita sul grano e sul genever
Stretta tra Rotterdam e le rive della Nieuwe Maas, Schiedam fu per due secoli una delle grandi capitali europee dei distillati. Dal Seicento in poi la città si gettò nella produzione del genever, l'acquavite di cereali aromatizzata al ginepro da cui discende il gin. Centinaia di distillerie, le branderijen, si affollavano lungo i canali insieme a malterie, magazzini e botteghe di bottai. Tutta quell'industria condivideva un unico appetito insaziabile: il grano macinato. Orzo e segale andavano frantumati prima di poter essere maltati, ammostati e distillati, e prima dell'era del vapore l'unica forza degna di questo nome era il vento. Schiedam costruì dunque mulini come altre città costruivano chiese: al culmine dell'attività ne lavoravano circa venti dentro le mura. Non erano una cornice pittoresca, ma la sala macchine dell'intera economia locale, in funzione giorno e notte ogni volta che il vento lo permetteva.
Perché i mulini di Schiedam divennero i più alti del mondo
La celebre altezza dei mulini di Schiedam nacque dalla necessità, non dalla vanità. Le distillerie e i loro magazzini crescevano sempre più alti lungo i canali e rubavano il vento a qualunque mulino ordinario. La risposta fu il mulino a galleria, in olandese stellingmolen: una torre di mattoni abbastanza alta da sollevare le pale sopra i tetti circostanti, cinta da un ballatoio di legno che corre attorno al fusto, molto al di sopra della strada. Da quella piattaforma il mugnaio poteva tendere le vele, azionare il freno e orientare la cupola verso il vento senza mai scendere a terra. Schiedam spinse questo modello più in là di chiunque altro. I suoi giganti superstiti superano i 33 metri fino alla cupola e sono perciò i mulini a vento classici più alti del mondo. Ai piedi di una di queste torri la scala si avverte subito: la porta sembra minuscola sotto un fusto che si assottiglia come un faro, e le pale cominciano dove finirebbe il tetto di un condominio moderno.
I giganti superstiti: cinque mulini storici e un cammello rinato
Dei circa venti mulini che un tempo lavoravano a Schiedam, cinque giganti storici si ergono ancora lungo i canali e i vecchi bastioni. De Drie Koornbloemen, i Tre Fiordalisi, è il decano del gruppo e risale al 1770. De Vrijheid, la Libertà, seguì nel 1785, e De Walvisch, la Balena, fu innalzato nel 1794, con un nome che ricorda le antiche spedizioni baleniere della città. De Noord, il Nord, terminato nel 1803, è tra i più alti di tutti. Il Palmboom, la Palma, andò perduto nel Novecento ma fu ricostruito sulle vecchie fondamenta come mulino-museo, dove il visitatore segue il grano dal sacco fino alla macina. Un sesto gigante, De Kameel, il Cammello, scomparso nell'Ottocento, è stato riedificato da zero nel nostro secolo: la prova che Schiedam prende ancora i suoi mulini abbastanza sul serio da ricostruirli. Diverse di queste torri macinano tuttora cereali, e una ospita da tempo un ristorante alla base.
Entra in scena De Nolet: un nuovo gigante per un vecchio profilo urbano
All'inizio degli anni Duemila la famiglia Nolet distillava a Schiedam da più di tre secoli; la fondazione della casa viene fatta risalire al 1691. Il suo grande successo moderno è la vodka Ketel One, battezzata così in onore del primo alambicco a carbone della distilleria, il Distilleerketel numero uno. Quando l'azienda decise di investire in energia rinnovabile per il proprio stabilimento, si trovò davanti a una scelta che ogni ingegnere riconoscerebbe: installare una normale turbina eolica d'acciaio, efficiente ma estranea al paesaggio, oppure tentare qualcosa che a quella scala nessuno aveva mai fatto. I Nolet scelsero la seconda strada. Commissionarono una costruzione scritta nella lingua architettonica completa di un mulino a galleria di Schiedam, con torre, cupola, ballatoio e quattro pale a traliccio, ma concepita per superare persino i primatisti storici. Con circa 43 metri fino alla cupola, De Nolet prosegue deliberatamente la più antica tradizione cittadina: quando Schiedam ha bisogno di energia, costruisce il mulino più alto di cui è capace.
Una turbina in abiti da mugnaio
Il genio di De Nolet sta in ciò che nasconde. Un mulino classico trasmette la rotazione delle pale, attraverso la ruota motrice di legno e l'albero verticale, fino alle macine; De Nolet convoglia quella stessa rotazione in un generatore e fornisce elettricità alla distilleria accanto. Le pale sono realizzate con materiali moderni e governate da sistemi di controllo attuali, così il mulino risponde al vento senza che un mugnaio salga sul ballatoio all'alba. La torre di cemento racchiude piani contemporanei anziché granai, e la distilleria usa l'edificio anche per ricevimenti e degustazioni. I puristi esitano talvolta a chiamarlo mulino a vento, e il dibattito è legittimo; eppure l'opera continua la storia più di quanto la interrompa. I mulini olandesi non furono mai ornamenti romantici: erano le macchine motrici più avanzate del loro tempo, rinnovate di continuo con la migliore tecnica disponibile. Un mulino che produce elettricità per una distilleria di cereali è forse la prosecuzione più onesta immaginabile di quella stirpe.
Che cosa racconta De Nolet sul patrimonio
De Nolet viene citato ben oltre i Paesi Bassi ogni volta che si discute di come un'industria viva debba dialogare con la propria storia. L'edificio avanza un argomento sottile: il patrimonio non consiste solo nel conservare le pietre antiche, ma nel tenere viva una lingua formale affidandole compiti nuovi. I giganti storici di Schiedam furono salvati da associazioni e mugnai volontari; De Nolet, invece, è opera di un'impresa commerciale che avrebbe potuto comprare energia verde in modo anonimo dalla rete. Ha preferito spendere denaro vero per rendere la propria sostenibilità visibile, leggibile e locale, in una forma che ogni abitante di Schiedam capisce al primo sguardo. Il risultato è un profilo urbano in cui torri del Settecento e una del Ventunesimo secolo conducono un'unica conversazione su vento, grano e distillati. Pochi paesaggi industriali al mondo raggiungono una simile continuità, e nessuno a una simile altezza.
Organizzare la visita tra i giganti
Schiedam premia una giornata lenta, a piedi. I mulini storici sorgono vicini lungo la Noordvest e l'antico anello dei canali: si passa da una torre all'altra in pochi minuti, osservando come ciascuna risponda in modo diverso all'acqua, al vento e alla strada. Il mulino-museo spiega il mestiere della macinatura, diversi mulini vendono farina appena macinata e il museo del genever della città riannoda tutto al distillato che un tempo finanziò l'intero sistema. De Nolet sorge sul terreno di una distilleria in attività, perciò lo si vive quotidianamente dalla strada e dalle banchine, mentre le pale girano silenziose sopra lo stabilimento che alimentano. Se potete, venite in una giornata di vento: il senso profondo di questa città si rivela solo quando le pale si muovono.
Sulla mappa
I giganti di Schiedam sono soltanto uno dei tanti gruppi tra le migliaia di mulini e siti molitori storici che potete esplorare sulla nostra mappa interattiva. Ingrandite il delta olandese per scoprire quanto sia davvero fitto il paesaggio dei mulini attorno a Rotterdam, poi confrontate le torri da record di Schiedam con i mulini di drenaggio di Kinderdijk, poco più a monte. Ogni segnaposto rimanda a informazioni su tipo, funzione e storia, così da tracciare il vostro itinerario personale, dai mulini a vento classici più alti della Terra fino al loro discendente moderno più audace.