Il mulino di Herne: una torre di legno del 1789 nel Kent
Chi percorre la strada che collega Canterbury, la città della grande cattedrale, alla località balneare di Herne Bay, attraversa il villaggio di Herne, nel Kent, l'angolo sudorientale dell'Inghilterra. Su un'altura che domina i tetti si alza una torre ottagonale di legno dalle assi scure, coronata da una cupola bianca che regge quattro grandi pale. È il mulino di Herne, costruito nel 1789 e oggi tutelato come monumento di Grade I, il livello più alto di protezione previsto in Inghilterra. Mentre tanti mulini britannici sono ridotti a gusci vuoti, questo conserva cupola, ventola di orientamento e gran parte dei macchinari, e racconta come poche altre costruzioni l'epoca d'oro della molitura a vento nel sud-est inglese.
Che cosa significa smock mill
Gli inglesi chiamano questo tipo di edificio smock mill, alla lettera mulino a camiciotto. Il nome nasce dalla sagoma: una torre a otto lati con ossatura di legno, rivestita di tavole orizzontali, che si allarga verso il basso ricordando il camiciotto di tela indossato all'epoca dai braccianti. Il funzionamento è quello del mulino a torre: il corpo resta fermo e soltanto la cupola in cima ruota per presentare le pale al vento. La differenza sta nel materiale, perché la torre non è di pietra né di mattoni ma interamente di carpenteria lignea, appoggiata su uno zoccolo di mattoni che tiene il legno lontano dall'umidità del terreno. Il legno costava meno della muratura, pesava meno e permetteva di costruire in alto su fondazioni modeste. Il Kent, contea di carpentieri e di cantieri navali, ne fece la propria specialità: in nessun'altra parte della Gran Bretagna sopravvivono tanti mulini di questo tipo, e quello di Herne ne è un esempio da manuale.
Herne, tra la cattedrale e il mare
Herne è una parrocchia antica, con una notevole chiesa medievale, e la coppia formata dal campanile in basso e dalla torre del mulino in alto compone un paesaggio tipicamente kentiano. La posizione non è casuale. I costruttori di mulini sceglievano le loro colline con la cura di un ingegnere: l'altura di Herne intercetta il vento che spazza la campagna del Kent settentrionale verso l'estuario del Tamigi, senza ostacoli di rilievo. Per le fattorie dei dintorni quella torre visibile da lontano era insieme punto di riferimento e insegna commerciale: tutti sapevano dove portare il grano da macinare. Ancora oggi la sagoma del mulino annuncia il villaggio molto prima di arrivarci, e dall'altura lo sguardo corre fino alla costa vicina.
Il 1789 e l'età d'oro dei mulini inglesi
La data di costruzione, il 1789, colloca il mulino di Herne nel pieno della grande stagione della molitura a vento in Inghilterra. La popolazione cresceva, con essa la domanda di farina e di macinato per il bestiame, e le ricche zone cerealicole come il Kent orientale investivano con decisione nell'energia eolica. Un mulino di queste dimensioni era un vero capitale, l'equivalente di una piccola fabbrica, dotato della tecnica più aggiornata del tempo: ingranaggi di ghisa accanto alle ruote dentate di legno della tradizione, profili delle pale perfezionati, orientamento automatico della cupola. Non va sottovalutata la prodezza di carpenteria che una torre simile richiede. Gli otto montanti d'angolo devono seguire esattamente la stessa inclinazione, l'ossatura deve assorbire le torsioni trasmesse dalle pale, e l'insieme deve reggere due secoli di burrasche in arrivo dal mare. Il fatto che la torre di Herne sia ancora dritta e completa dice molto sull'abilità dei carpentieri originari e sulla qualità dei restauri successivi.
Cupola, ventola e quattro pale
La cupola del mulino, dalla forma caratteristica del Kent, poggia su una pista di scorrimento in cima all'ottagono. Al suo interno ruota l'albero motore che porta le quattro pale, che il lessico locale del Kent chiama sweeps anziché sails, curiosa particolarità del vocabolario mugnaio della contea. La meraviglia del sistema è la piccola ruota eolica di coda, il fantail: una girandola a molte palette montata sul retro della cupola, perpendicolare alle pale principali. Finché il mulino guarda il vento in faccia, la ventola resta di taglio e non gira. Quando il vento cambia direzione, la colpisce di sbieco: la ventola parte e, attraverso una demoltiplicazione molto spinta, fa ruotare lentamente l'intera cupola finché le pale non tornano perfettamente controvento e la ventola si ferma da sola. È un servomeccanismo di eleganza perfetta, ideato molto prima che esistesse la parola automazione. All'interno, l'albero motore aziona la grande ruota del freno, dalla quale il moto scende lungo l'albero verticale al centro della torre; in basso altri ingranaggi mettono in movimento le coppie di macine di pietra fra le quali il grano veniva ridotto in farina.
Il mestiere del mugnaio
Un mulino di villaggio come quello di Herne era un'impresa radicata nella sua parrocchia. Il grano arrivava dalle fattorie vicine; la farina ripartiva verso i fornai e le case, il macinato più grossolano verso le stalle. La giornata del mugnaio dipendeva interamente dal cielo: una brezza tesa e regolare significava lavorare senza sosta, se serviva fino a notte fonda, mentre la bonaccia fermava tutto e faceva crescere la fila dei sacchi in attesa. Il vento poteva anche trasformarsi in nemico: all'avvicinarsi di una burrasca bisognava ridurre la tela e frenare le pale prima che la corsa incontrollata surriscaldasse i cuscinetti o sfasciasse gli ingranaggi. Il mestiere richiedeva un misto raro di competenze, tra meccanica, commercio dei cereali e pura resistenza fisica nel movimentare sacchi su e giù per i piani. A Herne si lavorò fino a tardi in modo notevole: il mulino macinò a vento, commercialmente, fino ai primi anni Cinquanta del Novecento, e in seguito la molitura proseguì per un periodo con un motore elettrico. Proprio questa lunga vita operativa spiega perché tanta parte dell'attrezzatura sia giunta fino a noi.
Dal declino alla tutela
Il ventesimo secolo fu spietato con i mulini a vento inglesi. I grandi molini industriali a cilindri dei porti resero antieconomica la farina macinata a pietra dei villaggi, e in tutto il paese le vecchie torri persero le pale, furono trasformate in abitazioni o crollarono. Herne sfuggì a quel destino. Terminata l'attività, il mulino passò sotto la custodia dell'amministrazione della contea del Kent e oggi è sostenuto dal lavoro di un'associazione locale di volontari, gli Amici del mulino di Herne, che organizza visite guidate e raccolte di fondi. La classificazione al Grade I, concessa raramente ai mulini, ne riconosce l'interesse nazionale eccezionale. La conservazione di una torre di legno, del resto, non finisce mai: il tavolato si consuma, vernici e catrame vanno rinnovati, le enormi parti mobili esigono cure costanti. Il mulino apre ai visitatori in giornate stabilite, soprattutto nella bella stagione, e la visita si abbina benissimo a Canterbury o al lungomare di Herne Bay.
Il Kent, contea dei mulini
Chi ha capito il mulino di Herne possiede la chiave di un intero paesaggio. Per secoli il Kent è stato uno dei grandi granai d'Inghilterra, e i mulini a vento vi sorgevano fitti: sulle alture delle North Downs, lungo la costa e sopra i frutteti che hanno valso alla contea il soprannome di giardino d'Inghilterra. Molti erano smock mill dello stesso stampo di Herne, alcuni dipinti di bianco, altri scuri di catrame come questo, ma sempre con la cupola caratteristica e la ventola di coda al loro posto. Diverse sorelle celebri sopravvivono ancora, come l'imponente Union Mill di Cranbrook nel sud della contea o il mulino di Meopham più a ovest, così che una visita a Herne può facilmente trasformarsi in un piccolo itinerario molitorio attraverso il Kent. È proprio nel confronto che questi edifici, in apparenza tutti uguali, rivelano la loro individualità: ogni mulino porta la mano del suo costruttore, i vincoli del suo sito e la propria storia di riparazioni. Herne spicca per la completezza dell'attrezzatura conservata e per la posizione nel cuore di un villaggio vivo, che lo rende insolitamente facile da raggiungere e da amare.
Sulla mappa
Il mulino di Herne è soltanto uno dei molti mulini a vento e ad acqua censiti sulla nostra mappa interattiva: map. Ingrandendo il Kent orientale si scopre quanto fitta fosse un tempo la selva di pale di questo angolo d'Inghilterra, e si possono confrontare le smock mill kentiane con le cugine ottagonali dei Paesi Bassi. Ogni segnaposto conduce alla scheda del mulino corrispondente: la mappa è il seguito naturale di questo approfondimento.